[RECENSIONE] SHINOBI (TRAMONTO A ORIENTE #2) - FEDERICO GALDI

Shinobi è il sesto romanzo dell'autore genovese Federico Galdi, pubblicato da Plesio Editore e uscito in occasione del Salone Internazionale del Libro di Torino 2026. Rientra all'interno della serie narrativa iniziata con Tramonto a Oriente, inserito all'interno dello stesso universo narrativo.

📚QUARTA DI COPERTINA📚

L'isola di Ryujin-jima da tempo immemore ospita un torneo letale, dove Ronin e disperati provenienti da ogni angolo delle Cinque Province combattono per ottenere un uovo di drago, premio capace di donare loro il rango di samurai.

Un nuovo scontro si avvicina, ma questa volta un elemento imprevisto è destinato a sconvolgere tutto: sono infatti giunti sull'isola due Shinobi, Fuma Katsumi e il suo allievo, Hikaru. E la loro missione potrebbe rompere i fragili equilibri di Wa.

👀OPINIONE PERSONALE👀

Ho atteso a lungo questo romanzo, avendo avuto modo e piacere di leggere Tramonto a Oriente nel 2019, quando uscì in occasione del Salone Internazionale del Libro di Torino di quell'anno. Ho atteso a lungo e l'autore non ha in alcun modo deluso le aspettative che si erano create nell'attesa di questo titolo.

Con Shinobi si ritorna nel mondo precedentemente creato per Tramonto a Oriente, ma il romanzo può essere letto a prescindere dal volume precedente: i protagonisti, infatti, sono altri rispetto a quelli visti all'interno di TAO, con l'autore che sfrutta la stessa ambientazione per realizzare una nuova e (almeno per quanto mi riguarda) avvincente storia.

Il lettore, in questo contesto, segue le vicende dei due shinobi Fuma Katsumi e Fuma Hikaru, i quali verranno inviati sulla famosa (quanto misteriosa) isola di Ryujin-jima con l'intento di assassinare uno dei partecipanti, potenziale minaccia per gli equilibri politici instauratisi all'interno delle Cinque Province di WA (e per l'alleanza tra le Tre Province e quella dell'Ovest, governata dalla famiglia dei Fa).

Nonostante fin da subito la missione metta un po' a disagio la sensei di Hikaru, Katsumi, i due protagonisti si mettono in cammino verso la propria meta dove, costretti dagli eventi attorno a loro, sarà Hikaru stesso a partecipare al torneo al posto della propria maestra, mentre questa si ritroverà impegnata, suo malgrado, a star dietro a tutta una serie di situazioni e vicende collaterali che metteranno a dura prova non solo lei, ma il suo stesso protetto.

Tra riferimenti alla cultura pop e a quella giapponese (al termine del romanzo, come era valso per TAO, è possibile trovare un glossario, al quale si affiancano una 'nota di lavorazione' e il 'pensiero dell'autore'), la narrazione scorre veloce e in maniera piacevole, portando il lettore a voler divorare il libro per sapere come andrà a finire il prima possibile. Almeno, per me è successo così, considerando la rapidità con cui l'ho terminato: l'ho letto in quattro giorni.

In questo caso, i punti di vista sono sono due, quello di Katsumi e quello di Hikaru, il che ci permette di vivere le vicende per mezzo di entrambi, con reazioni e pensieri differenti a seconda del POV, e portandoci a sentire e immedesimarsi nelle emozioni e nelle sensazioni di entrambi, percependo anche lo strazio provato da entrambi e dovuto alle circostanze che li vedono protagonisti.

Nella recensione dedicata a Tramonto a Oriente avevo espresso la mia speranza che l'autore, nell'eventualità in cui avesse pubblicato altri romanzi, non deludesse le aspettative. Posso garantire serenamente che, dal mio punto di vista, né con Annales Arcanorum (Salone Internazionale del Libro di Torino 2023) né con questo lo ha fatto. Anzi, si è dimostrato ancora una volta abile e capace di migliorarsi, portando un prodotto non semplicemente valido, ma proprio degno di essere letto.

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